Un bicchiere di rosso a cena? Ecco cosa succede ai tuoi zuccheri mentre dormi

Nel diabete il vino non è un tabù. Conta come, quanto e quando. Un vino rosso secco può risultare neutro o persino leggermente favorevole alla sensibilità all’insulina in alcune persone. La parola chiave è “secco”: il residuo zuccherino è basso (di solito sotto 4 g/L), molto diverso da passiti o vini amabili. Un calice da 125–150 ml fornisce circa 12–14 g di alcol e 110–130 kcal; i carboidrati sono pochi, ma variano a seconda del produttore. In pratica: scegliere bene è già metà del lavoro.

Il bicchiere giusto e il momento giusto

Bevi solo durante i pasti, mai a stomaco vuoto. Il cibo rallenta l’assorbimento dell’alcol e stabilizza la glicemia. Preferisci etichette “secco” e informati sul residuo zuccherino. Con i rossi classici, il rischio di zuccheri “nascosti” è minore. Applica la “regola del bicchiere d’acqua”: per ogni sorso di vino, un sorso d’acqua. Aiuta l’idratazione (un alleato dei tuoi reni) e rallenta l’ingresso dell’alcol in circolo. Parti dal volume standard: un calice. Le linee guida indicano in genere fino a un drink al giorno per le donne e fino a due per gli uomini, sempre con cibo e non quotidianamente. Personalizza con il tuo team di cura.

Una lettrice mi ha raccontato

Di aver “domato” il brindisi della domenica così: risotto, un calice di rosso, l’acqua accanto, e un controllo glicemico a due ore dal pasto. “Mi sento più libera, ma con il volante in mano”, dice. È questo il punto: non rinuncia cieca, ma guida consapevole.

La notte e il fegato: dove nasce il rischio

E qui arriva il dettaglio che fa la differenza. Di notte il fegato rilascia glucosio per tenere stabile la glicemia. L’alcol però può “mettere in pausa” questa funzione (la gluconeogenesi) per diverse ore. Risultato: più probabilità di ipoglicemie notturne, soprattutto se hai bevuto senza mangiare, se hai fatto sport la sera, o se usi insulina o farmaci che stimolano l’insulina.

Come gestirla in pratica

Evita il calice se arrivi a tavola con glicemia bassa o in discesa. Controlla la glicemia 2–3 ore dopo cena e prima di dormire. Con sensore, imposta avvisi più conservativi per la notte. Se la curva scende, valuta uno spuntino a lento rilascio (piccoli carboidrati + proteine) concordato con il medico. Niente “recupero” di palestra serale più alcol: somma gli effetti e aumenti il rischio di ipoglicemia ritardata. Tieni a portata carboidrati a rapido assorbimento. Se usi insulina, pianifica eventuali aggiustamenti con il diabetologo.

Ci sono casi in cui è meglio non bere

Gravidanza, malattie epatiche o pancreatiche, trigliceridi molto alti, neuropatie dolorose, storia di dipendenza, farmaci che interagiscono con l’alcol. Quando i dati non sono certi per il tuo profilo clinico, la scelta prudente è sospendere e chiedere un parere qualificato.

Bere bene significa decidere il contesto

Non rincorrere l’eccezione. Il vino può restare un gesto di convivialità, se ascolti i segnali del corpo e rispetti le regole semplici: cibo, acqua, monitoraggio, niente fretta. Poi spegni la luce. E chiediti: come vuoi che scorra la tua notte, al passo del cuore o dietro l’allarme del sensore?

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