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Salute

Glicemia alta al mattino a digiuno: il paradosso che confonde i pazienti

La scena è questa: ti svegli con cura, hai rispettato la cena, hai rinunciato al dolce. Eppure il glucometro ti guarda dall’alto in basso. Valori alti “a digiuno”, proprio quando dovrebbero essere più bassi. Un paradosso che scompiglia i piani, e l’umore.

Un risveglio inaspettato

Capita più spesso di quanto si creda. Ti prepari la sera, misuri, tutto nella norma. Al mattino, però, la glicemia alta ti fa girare i conti. Non è pigrizia o disattenzione. È un meccanismo del corpo, preciso. Ha orari, ha una logica. Tu lo vedi solo nel numero sullo schermo. Lui lavora nel buio, qualche ora prima della sveglia.

Storie di vita quotidiana

Anna ha 58 anni e un diabete di tipo 2. Va a dormire con 115 mg/dl. Si alza con 156 mg/dl. Marco, tipo 1, si ritrova a 210 mg/dl nonostante la cena misurata al grammo. Stesse domande: “Ho sbagliato qualcosa? Serve più insulina? Devo mangiare meno?”. Non sempre. A volte il corpo spinge l’acceleratore proprio quando tu dormi.

Quando il corpo accelera prima della sveglia

Tra le 4 e le 8 del mattino il nostro organismo rilascia cortisolo e altri ormoni “del risveglio”. Vogliono energia pronta. Il fegato libera zucchero nel sangue. In chi non è diabetico, l’insulina compensa. In chi convive con il diabete, la risposta è più lenta o insufficiente. Ecco il rialzo “a digiuno”. Studi su sensori continui mostrano che questo aumento mattutino interessa tra un terzo e oltre la metà delle persone con diabete. Spesso è un balzo di 20–30 mg/dl, talvolta di più. È il cosiddetto fenomeno dell’alba. Non hai sbagliato: il corpo si è solo mosso prima di te.

Un altro possibile scenario

C’è, però, un’altra pista. Alcuni notturni cali di glicemia possono innescare un “effetto rimbalzo”: scendi troppo nel sonno, l’organismo reagisce e ti risvegli alto. Qui le prove scientifiche sono controverse. Non tutti gli studi lo confermano, e la sua frequenza reale resta incerta. Vale la pena tenerlo in mente, ma senza dargli la colpa per default.

Capire se è alba o rimbalzo, e cosa fare

Serve osservazione, non intuito. Per una settimana, annota tre valori: prima di coricarti, tra le 2 e le 3 del mattino, al risveglio. Un sensore continuo aiuta molto. Se alle 3 sei stabile e ti alzi alto, è probabile fenomeno dell’alba. Se alle 3 sei basso e poi risali, pensi a ipoglicemia notturna con recupero.

Aggiustamenti pratici

Poi, con il tuo team di cura, valuti gli aggiustamenti. Idee pratiche:

Rivedi la insulina basale: tipo, dose, orario. Alcuni trovano beneficio spostando la somministrazione o usando profili “a scaletta” nelle pompe.

Cura lo spuntino serale: proteine e grassi leggeri possono stabilizzare; evitare alcol e carboidrati rapidi tardi può prevenire fluttuazioni.

Muoviti in modo regolare, ma evita allenamenti intensi troppo a ridosso del sonno se tendi a ipoglicemie.

Se usi farmaci orali, chiedi se l’orario o la molecola sono adatti al problema del mattino.

Esempi reali

Anna ha 118 mg/dl alle 23, 120 alle 3, 158 al risveglio. Con il curante sposta la basale più tardi e sistema lo snack serale. Dopo due settimane, scende a 125–135 al mattino. Marco, invece, registra 72 alle 2:30. Qui emerge il rischio di ipoglicemia notturna: si ricalibra la basale e si introduce uno spuntino mirato. Le albe tornano più tranquille.

Il risveglio racconta una notte intera

Una cosa resta vera per tutti: il numero del mattino racconta una notte intera. Ascoltarlo è diverso dal temerlo. Qual è l’abitudine notturna che potresti cambiare già da oggi per dare al tuo corpo un risveglio più gentile?

Published by
Delania Margiovanni