Conoscere nuove persone online, anche dopo i 60 anni, è normale e spesso positivo. Social network e siti di incontri offrono occasioni di dialogo, compagnia e condivisione, soprattutto quando la solitudine si fa sentire.
Proprio per questo, però, i truffatori sentimentali concentrano sempre più spesso la loro attenzione sui senior. Le cosiddette love scam non sono truffe casuali: seguono uno schema preciso, un vero e proprio copione studiato per creare fiducia, dipendenza emotiva e, infine, una richiesta di denaro.
Riconoscere questo copione è il primo passo per difendersi.
L’identikit del profilo falso: rassicurante, affascinante e “lontano”
Il primo elemento dello script è quasi sempre il profilo. Il truffatore si presenta come una persona emotivamente affidabile, spesso vedova o divorziata, con una storia personale che ispira empatia. Le professioni ricorrenti non sono scelte a caso: militari in missione all’estero, medici impegnati in zone di guerra, ingegneri su piattaforme petrolifere o professionisti che lavorano per grandi aziende internazionali.
Queste identità hanno due caratteristiche fondamentali. Da un lato sono socialmente rispettabili, dall’altro giustificano l’assenza fisica e l’impossibilità di incontrarsi. Le foto utilizzate mostrano uomini o donne attraenti ma dall’aspetto “normale”, credibile. Nella quasi totalità dei casi sono immagini rubate da profili reali, spesso di persone ignare che vivono in altri Paesi.
La “corsia preferenziale”: portare la conversazione fuori dalla piattaforma
Dopo i primi messaggi cordiali, il truffatore accelera. Insiste per spostare la conversazione da Facebook, Instagram o dal sito di incontri a WhatsApp, Telegram o altre app di messaggistica privata. Questo passaggio è cruciale.
Sulle piattaforme ufficiali esistono controlli automatici, segnalazioni e sistemi antifrode. Fuori da questi ambienti il truffatore ha più libertà, può scrivere con maggiore intensità, cancellare messaggi, cambiare account e soprattutto isolare la vittima. Spesso la richiesta viene mascherata come un gesto romantico o di fiducia: “Qui possiamo parlare meglio”, “Voglio qualcosa di più personale”, “Mi sento più vicino a te”.
L’intensità emotiva: il love bombing
Una volta conquistata la fiducia, inizia la fase più potente dal punto di vista psicologico. In tempi rapidissimi arrivano dichiarazioni d’amore, promesse di vita insieme, progetti di matrimonio o di trasferimento. La vittima viene chiamata “moglie”, “marito”, “anima gemella”, anche dopo poche settimane.
Questo meccanismo, noto come love bombing, crea una vera e propria bolla affettiva. La persona truffata si sente di nuovo vista, desiderata, importante. Per chi ha attraversato un lutto, una separazione o un periodo di isolamento, questa attenzione può avere un impatto emotivo enorme. Ed è proprio su questa vulnerabilità che il truffatore costruisce il passo successivo.
Il punto di rottura: l’emergenza e la richiesta di denaro
Quando il legame è consolidato, arriva sempre un imprevisto. Un problema di salute improvviso, una borsa di studio per un figlio, una tassa da pagare all’ultimo momento o, molto spesso, un visto bloccato in aeroporto che impedisce di venire finalmente a incontrarti.
La richiesta di aiuto economico viene presentata come temporanea e urgente. Non si parla quasi mai di contanti o bonifici tradizionali. I truffatori preferiscono criptovalute o carte regalo come Amazon, iTunes o Google Play, strumenti difficili da tracciare e impossibili da recuperare. Se il denaro arriva, l’emergenza si ripete. Se smette di arrivare, la relazione finisce improvvisamente.
Il kit di difesa: come smascherare il copione
Un primo strumento fondamentale è la ricerca per immagini. Inserendo la foto del presunto amico virtuale su Google Immagini è spesso possibile scoprire che la stessa immagine compare su altri siti, con nomi e storie completamente diverse. È uno dei segnali più chiari di profilo falso.
Un altro test decisivo è la videochiamata. I truffatori la evitano sistematicamente, inventando scuse come la fotocamera rotta, la connessione instabile o situazioni lavorative estreme. Quando una persona rifiuta sempre e comunque di mostrarsi in diretta, non è una coincidenza.
Infine, attenzione alla richiesta di segretezza. I truffatori chiedono spesso di non parlare della relazione con nessuno. Coinvolgere un figlio, un nipote o un amico fidato è invece una delle difese più efficaci. Uno sguardo esterno riesce spesso a vedere ciò che l’emotività rende invisibile.
Cosa dire in tre righe: sunto per il lettore
Le truffe affettive online seguono uno schema preciso: un corteggiamento intenso e rapidissimo che porta a una richiesta di denaro per un’emergenza improvvisa. I truffatori sfruttano la solitudine dei senior con profili rassicuranti e storie credibili, ma scompaiono quando i soldi finiscono. Riconoscere segnali come il rifiuto delle videochiamate e l’urgenza economica è fondamentale per proteggere risparmi ed equilibrio emotivo.
Un messaggio finale di supporto
Essere raggirati non è una colpa, ma un crimine subito. Queste truffe sono studiate da professionisti della manipolazione emotiva e possono colpire chiunque. Se ti è successo, non vergognarti e non isolarti. Rivolgiti subito alla Polizia Postale e chiedi aiuto: denunciare è il primo passo per proteggere te stesso e impedire che altri subiscano la stessa esperienza.



