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Ricatti emotivi via chat: cosa fare se qualcuno ti minaccia di pubblicare tue foto o video

Ti arriva un messaggio che gela il sangue: “O paghi, o pubblico tutto”. Cuore in gola, pensieri in fuga. Qui non serve coraggio da film, serve una bussola: passi semplici, decisi, per riprendere il controllo e spegnere il ricatto.

Ricatti emotivi via chat: cosa fare se qualcuno ti minaccia di pubblicare tue foto o video

Succede più spesso di quanto immagini. Lo chiamano sextortion, ma in fondo è sempre lo stesso schema: seduzione lampo, richiesta di foto intime o invito a una videochiamata, poi il ricatto. La Polizia Postale segnala da anni un aumento costante dei casi. I gruppi criminali lavorano a catena, senza guardare in faccia nessuno. Non è una colpa. È un reato.

Un esempio reale? Chiamiamolo Marco. Chatta tre sere con un profilo perfetto. Ride, si apre, si fida. Una videochiamata, un momento di intimità. Il giorno dopo, l’incubo: “Ho registrato tutto. Manda soldi o lo invio ai tuoi contatti”. Marco pensa di pagare. E qui sta il punto centrale: il pagamento non spegne il fuoco, lo alimenta.

Cosa fare subito (e cosa evitare)

Non pagare mai e non cedere. Il ricattatore vuole solo i tuoi soldi. Pagare conferma la tua paura e apre la strada a richieste sempre più alte. Mettiti in salvo, non nella sua trappola.

Non cancellare e non bloccare subito. Servono le prove. Fai screenshot della chat, del numero o dell’account, salva i link dei profili, annota data e ora.

Interrompi ogni invio di contenuti. Niente altre foto, niente “spiegazioni”. Silenzio operativo.

Segnala e chiedi aiuto. Contatta la Polizia Postale: puoi farlo online dal sito ufficiale. In Italia esiste anche un canale prioritario del Garante della Privacy per bloccare tempestivamente la diffusione di video privati o immagini intime non consensuali (spesso chiamato “revenge porn”). È una procedura rapida, pensata proprio per i casi d’urgenza.

Proteggi i tuoi spazi. Imposta i profili su “privato”, cambia le password, attiva l’autenticazione a due fattori. Avvisa una persona fidata: togli al ricatto il suo potere di isolamento.

Se sei minorenne, parla subito con un adulto e con le autorità. La priorità è la tua sicurezza.

Una nota legale semplice e chiara: in Italia la diffusione non consensuale di contenuti intimi è un reato. Le forze dell’ordine possono intervenire. Non servono avvocati famosi, serve muoversi presto.

Prevenzione pratica, senza allarmismi

Regola della “piazza pubblica”. Tratta la chat come uno spazio potenzialmente pubblico. Ogni contenuto intimo online è, per sua natura, duplicabile.

Diffida dei profili troppo perfetti. I truffatori usano spesso profili falsi con foto rubate. Chiedono fretta, spingono oltre il tuo ritmo.

Webcam sotto controllo. Copri la webcam quando non serve. Un pezzetto di nastro basta a evitare occhi indesiderati in caso di malware.

Riduci l’esposizione. Evita di mostrare elementi identificativi (tatuaggi unici, oggetti riconoscibili, sfondi di casa).

Usa strumenti dedicati alla rimozione. Alcune piattaforme offrono canali rapidi per bloccare la condivisione di contenuti intimi non consensuali. Se non c’è un dato certo su un sito o su una funzione, verifica sempre sul canale ufficiale del servizio.

La parte più difficile è la vergogna. Ma la vergogna non è tua: appartiene a chi minaccia. Tu hai diritto alla tua intimità, alla tua privacy, alla tua vita digitale serena. Fai un respiro profondo. Salva le prove. Segnala. Poi chiediti: quanto spazio voglio lasciare alla paura nella mia giornata di domani? La risposta sta in quei pochi passi chiari che puoi fare già adesso.

Published by
Delania Margiovanni