Negli ultimi mesi si sta diffondendo una truffa particolarmente subdola, perché colpisce nel punto più delicato: la fiducia e l’affetto per i propri familiari. Al telefono non parla uno sconosciuto, ma una voce familiare, riconoscibile, che sembra proprio quella di un nipote o di un figlio. Ed è proprio questo che rende l’inganno così pericoloso.
Molte persone anziane raccontano la stessa sensazione: “Era la sua voce, identica”. E non è un’impressione. Oggi la tecnologia permette ai truffatori di imitare una voce in modo impressionante, tanto da ingannare anche chi conosce quella persona da una vita.
Come funziona la truffa, spiegato in modo semplice
Per capire il meccanismo, basta immaginare un pappagallo molto speciale. I truffatori prendono brevi video o messaggi vocali dai social network, come Facebook o Instagram. Bastano pochi secondi in cui una persona parla. Con quel materiale, un programma del computer “impara” il modo di parlare, il tono, la cadenza.
A quel punto il computer diventa come un pappagallo perfetto: può dire qualsiasi frase, ma usando esattamente la voce del nipote o del figlio. Non serve che il vero nipote sappia nulla. È come se qualcuno rubasse la sua voce e la usasse al posto suo.
La scusa dell’emergenza: perché sembra tutto così vero
Il copione è quasi sempre lo stesso. La telefonata arriva all’improvviso. La voce dall’altra parte è agitata, a volte piange. Dice frasi come “Nonna, ho fatto un guaio”, “Ho avuto un incidente”, “Sono nei guai, ho bisogno di aiuto subito”.
Lo stato di agitazione serve anche a giustificare eventuali differenze nella voce. Se sembra un po’ diversa, il cervello pensa: “È normale, è sotto shock”. In realtà è proprio questo il trucco.
L’urgenza che non ti lascia pensare
Subito dopo arriva la parte più importante della truffa: la fretta. “Devi fare subito”, “Non dire niente a nessuno”, “Se non mandi i soldi ora succede qualcosa di grave”.
La fretta non è casuale. Serve a non lasciarti il tempo di ragionare, di calmarti o di fare una telefonata di controllo. È come spingere qualcuno a firmare un foglio senza farglielo leggere.
Il “kit di difesa” per i nonni
Proteggersi è possibile, e non servono conoscenze tecniche. Bastano alcune regole semplici.
La parola d’ordine di famiglia
Accordatevi con figli e nipoti su una parola segreta, una sola, che conoscete solo voi. Può essere il nome del primo animale domestico, un soprannome, un luogo speciale. Se al telefono la voce non conosce quella parola, non è vostro nipote, anche se la voce sembra identica.
Riattaccare e richiamare
Se ricevi una telefonata sospetta, chiudi subito. Non discutere, non spiegare nulla. Poi chiama tu tuo nipote sul suo numero abituale. Se non risponde, chiama i suoi genitori. Nove volte su dieci scoprirai che sta bene e non sa nulla della telefonata.
Nessun ente chiede soldi così
Ricordalo sempre: Polizia, ospedali e avvocati non chiedono mai soldi urgenti al telefono, né bonifici immediati, né consegne di contanti o gioielli a casa. Se qualcuno lo chiede, è una truffa.
Cosa ricordare in tre righe
Oggi i truffatori possono imitare perfettamente la voce di un parente usando programmi al computer. Se un “nipote” ti chiama chiedendo soldi urgenti, non farti prendere dal panico: riattacca e chiama tu. Stabilire una parola segreta in famiglia è il modo più semplice e sicuro per smascherare l’inganno.
Avviso importante
Ricorda: se chi ti chiama ti chiede di non dire nulla a nessuno perché “si vergogna” o perché “è un segreto”, è quasi certamente un imbroglio. I truffatori cercano di isolarti per impedirti di verificare. Parlare con qualcuno è sempre la scelta giusta.



