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Piccoli guasti in casa: la cassetta degli attrezzi minima per non chiamare l’idraulico ogni volta

Ci sono sere in cui vorresti solo cenare in pace, e invece quel “tic… tic…” del rubinetto nel silenzio ti fa impazzire. Non servono superpoteri: basta una piccola cassetta, due gesti sicuri, e il fastidio svanisce. È il momento in cui ti dici: stavolta il tecnico può aspettare.

Il rubinetto che perde, la tapparella che si incastra, il termosifone che non scalda nell’angolo più freddo. La domanda è semplice: devo chiamare l’idraulico o ci provo con calma? Una buona regola c’è: se non tocchi gas, caldaia o impianto elettrico, e se la perdita è visibile e limitata, spesso bastano pochi attrezzi e dieci minuti.

Dati utili, per orientarsi: nelle grandi città italiane la sola “uscita” di un idraulico può costare 40–80 € più IVA, a cui si somma la manodopera oraria. Una guarnizione nuova costa tra 0,50 e 2 €. Un rotolino di nastro in PTFE (teflon) sta sui 1–3 €. I conti, spesso, parlano da soli.

Ho imparato la lezione una domenica di pioggia: 70 euro per un gocciolìo risolto con una rondella da 1 euro. Da allora tengo una cassetta minima. Niente roba esoterica, solo strumenti che lavorano davvero.

La cassetta minima che salva la serata

Chiave inglese piccola e pinza regolabile: allentano ghiera e flessibili senza rovinarli.

Set di cacciaviti a taglio e a croce: la placca del miscelatore ringrazia.

Nastro in PTFE: due giri sul filetto e i raccordi tornano stagni. Kit O-ring e guarnizioni per rubinetti: il vero game changer.

Spray lubrificante al silicone: sblocca leve, guide di tapparelle, rubinetti duri.

Sturalavandini a ventosa: il tappo di sapone non merita una chiamata urgente.

Secchio, stracci, guanti: i salvaserata che dimentichiamo sempre.

Chiavetta per lo sfiato del termosifone: costa 1–3 €, vale un inverno più caldo.

Anticalcare delicato e spazzolino: perfetti su aeratori e soffioni.

Costo totale indicativo: 50–80 €. Sta in un cassetto della cucina. E quando serve, c’è.

Come distinguere il guasto “da cassetta” da quello “da tecnico”? Alcuni segnali aiutano. Gocciola dal beccuccio del rubinetto? Prova così: chiudi il rubinetto generale dell’acqua, svita la manopola, sostituisci la guarnizione consumata o l’O-ring, rimonta con un giro di teflon sul filetto. Tempo medio: 15 minuti.

Termosifone freddo in alto e caldo in basso? È aria. Con la chiavetta apri lo sfiato finché esce un filo d’acqua senza bolle. Tieni il secchio sotto. Se vedi calare troppo la pressione della caldaia, riportala al valore indicato sul manuale (di solito 1–1,5 bar). Se non sai farlo con sicurezza, fermati.

Scarico lento del lavandino? Prima la ventosa. Poi, se serve, svita il sifone a bicchiere con il secchio sotto, pulisci i residui, rimonta con un O-ring nuovo. Niente prodotti aggressivi se l’impianto è vecchio: l’anticalcare leggero e la pazienza fanno più strada.

Quando fermarsi e chiamare il tecnico

Odore di gas, fiamma irregolare, problemi alla caldaia: non si improvvisa, mai. Perdita d’acqua “nascosta” nel muro, umidità estesa, contatore che gira con rubinetti chiusi. Pressione a zero in tutta casa senza motivo noto. Ruggine avanzata su tubi o valvole che non si muovono neppure con il lubrificante al silicone.

Una nota pratica: scatta foto prima di smontare, lavora con luce buona, metti da parte viti e rondelle in ordine. E soprattutto, non forzare: se un dado non gira, respira, lubrifica, aspetta cinque minuti.

C’è un piacere discreto nel fermare quel “tic… tic…” da soli. Non è orgoglio tecnico. È casa che ti riconosce. Qual è il primo suono che spegnerai stasera?

Published by
Delania Margiovanni