Un campanello suona, un volto sconosciuto sorride, una pettorina compare. In quel momento scegli: aprire la porta alla fretta o dare spazio al dubbio buono, quello che ti protegge. Questo articolo ti offre tre domande semplici e regole chiare per riconoscere un vero tecnico da chi vive di scuse e scorciatoie.
Sei in cucina, l’acqua bolle, e qualcuno bussa. Si presenta come tecnico della luce, del gas, dell’acqua. Ha un tesserino. Parla sicuro. Chiede di entrare “solo un minuto”. Qui si decide tutto.
Un dettaglio orienta la scena. Dalla viva voce di chi è caduto nel tranello sento sempre le stesse frasi: “Sembrava onesto”, “Mi ha messo fretta”, “Diceva che c’era un rischio immediato”. L’urgenza è l’arma preferita dei truffatori. Il metodo è sempre quello: creare pressione, chiedere fiducia, spingere al sì.
A metà di questa storia c’è un fatto semplice, verificabile e spesso ignorato: nessun ente pubblico o gestore serio invia personale a riscuotere contanti a domicilio. Mai. Nessuno. Non lo fanno le aziende di energia, né l’acquedotto, né la telefonia, né l’INPS, né l’Agenzia delle Entrate. Se qualcuno bussa e chiede soldi, chiudi la porta alla richiesta, non alla ragione.
Le tre domande da fare alla porta
Può attendere fuori mentre verifico? Io adesso chiamo il numero sulla mia bolletta. Un vero tecnico accetta l’attesa. Un impostore si innervosisce. Chiama tu il numero ufficiale trovato sul sito o sulla fattura. Non usare recapiti forniti al momento.
Qual è la pratica e il mio codice cliente? Me lo scriva su un foglio. Un incarico reale ha un riferimento preciso. Chiedi di mostrarlo. Scatta una foto al tesserino. Controlla nome, azienda, data.
Perché non ho ricevuto un avviso scritto? I controlli programmati e le letture del contatore arrivano con comunicazioni chiare. Se “è urgente” ma non c’è traccia di preavviso, c’è qualcosa che non torna.
Una signora del mio quartiere, Marta, 74 anni, ha fatto proprio così. Ha lasciato il visitatore sul pianerottolo. Ha telefonato all’azienda dal numero in fattura. Nessun intervento era previsto. Fine della finta urgenza. Inizio di una buona abitudine.
Regole d’oro in casa e al mercato
Mai pagare in contanti alla porta. Punto. I corrieri usano POS tracciabili e gli enti non incassano a domicilio.
Niente firme al volo. Per contratti fuori dai locali commerciali hai il diritto di recesso entro 14 giorni. Portati a casa i documenti. Leggi con calma. Richiama in autonomia.
Tieni chiusa la porta a metà. Parla dal corridoio. Se proprio devi far entrare, non rimanere solo. Mai lasciare borse e portafogli a vista.
Fidati del tuo tempo. Chi ha un incarico vero non teme una verifica. Chi spinge sul “subito” ha fretta lui, non tu.
Se ti senti sotto pressione o minacciato, chiama il 112. Il Numero Unico Europeo 112 serve anche a questo.
Piccolo promemoria utile. Ogni addetto deve mostrare un tesserino leggibile. Ogni verifica deve poter essere confermata da un numero ufficiale. Ogni pagamento deve essere tracciabile. E ogni dubbio merita un minuto in più, non uno in meno.
Infine, anche al mercato vale la stessa bussola. Offerte troppo generose? Firme su clipboard senza copia? Foto al documento “per sconto immediato”? Respira. Prendi i riferimenti. Torna a casa. Verifica.
La prossima volta che il campanello suona, prova a chiederti: chi voglio far entrare per primo, il visitatore o il mio buon senso? La risposta, spesso, è già dietro la porta.



