Comprare più cellulari con la 104: attenzione ai controlli dell’Agenzia delle Entrate

Un telefono non è solo uno schermo: per molte persone con disabilità è voce, orientamento, sicurezza. La Legge 104 apre la porta a un risparmio reale, ma la porta è stretta: benefici legittimi, documenti in ordine, uso coerente. E i controlli dell’Agenzia delle Entrate non dormono.

Il primo passo

È capire se il telefono rientra davvero tra i cosiddetti sussidi tecnici e informatici. Uno smartphone può esserlo quando supporta la comunicazione, l’accessibilità, l’autonomia: lettori di schermo, comandi vocali, app per la salute, localizzazione in emergenza. In questi casi, la Legge 104 consente due vantaggi: IVA al 4% invece del 22% e detrazione del 19% come spesa sanitaria per disabili. Dal 2020, per la detrazione serve pagamento tracciabile.

Non serve un gergo complicato, serve coerenza. Il telefono deve essere acquistato per la persona con disabilità e per le sue esigenze. La fattura intestata al disabile è la via più lineare. Se il disabile è un familiare a carico, può pagare il familiare e portare la detrazione, ma l’acquisto deve restare riferibile al disabile, non a un uso personale del parente.

Quando puoi comprare più telefoni (e quando no)

Qui si gioca la partita. È possibile acquistare più telefoni nel tempo usufruendo dei benefici, ma non in contemporanea. Gli acquisti multipli nello stesso momento, per lo stesso beneficiario, sono di regola contestati: l’uso esclusivo e funzionale non regge se si portano a casa due dispositivi uguali insieme.

Non esiste, ad oggi, una norma che fissi un intervallo minimo tra acquisti per i sussidi informatici. Esiste, invece, una valutazione di “ragionevolezza”. Sostituire il telefono dopo un periodo congruo (ad esempio per guasto, usura importante della batteria, esigenze nuove di accessibilità) è difendibile. Acquisti molto ravvicinati possono far scattare verifiche. Per le auto la legge indica 4 anni; questo limite non si applica agli smartphone, ma l’Agenzia delle Entrate valuta la coerenza caso per caso.

Esempio reale di vita quotidiana: Marco ha la vista ridotta. Dopo 30 mesi il suo telefono non regge più gli aggiornamenti del lettore di schermo. Presenta un certificato medico aggiornato che collega il nuovo modello a un miglioramento dell’autonomia. Ottiene IVA agevolata e detrazione senza problemi. Diverso il caso di Luca, che prova a comprare due smartphone insieme “per scorta”: il rivenditore rifiuta l’IVA ridotta sul secondo, e avrebbe fatto bene.

Documenti e cautele per evitare problemi

Verbale che attesta la disabilità ai sensi della Legge 104 (art. 3). Prescrizione o relazione del medico specialista che indichi il “collegamento funzionale” tra menomazione e telefono. Tienilo aggiornato per ogni acquisto. Fattura intestata al disabile; se paga il familiare, indica che il disabile è “fiscalmente a carico”. Prova d’uso: contratto/utenza riferibile al disabile e configurazioni di accessibilità attive sono indizi utili in caso di verifica. In caso di furto o rottura precoce, conserva la denuncia o la documentazione tecnica del guasto. Conserva tutto per almeno 5 anni, finestra ordinaria dei controlli fiscali.

Cosa rischi se sbagli? Recupero dell’IVA al 22%, perdita della detrazione 19%, sanzioni e interessi. È raro se hai carte a posto e scelte ragionevoli, ma succede: l’Agenzia chiede documenti, confronta date, guarda ai pagamenti.

Un’ultima nota sui “tempi”: non c’è un calendario ufficiale. Ci sono il bisogno, l’obsolescenza e la buona fede dimostrabile. La tecnologia corre; l’attenzione, ancora di più. Quando il prossimo telefono arriverà tra le mani di chi ne ha davvero necessità, chiediamoci: questo oggetto gli restituirà autonomia? Se la risposta è chiara, spesso lo è anche la strada per ottenerlo nel modo giusto.

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