Promesse di risparmio, contatori che corrono, finestre che spifferano: il terreno è fertile. E proprio lì, tra fretta e speranza, spuntano le “ditte” che ti chiedono un anticipo online per bloccare il presunto Bonus caldaia o infissi 2026. Funziona in due clic. E fa male.
Arriva il messaggio
Ultimi giorni per il Bonus caldaia o il bonus infissi, “posti limitati”, “sconto garantito”. Un consulente chiama. È gentile, informa, rassicura. Ti chiede solo un piccolo anticipo per “istruire la pratica” e “fermare il tecnico”. Il link è pronto. Il cronometro scorre. Tu pensi alla bolletta. Clicchi?
Aspetta un attimo
Molti hanno ricevuto la stessa proposta, parola per parola. Siti nuovi di zecca, logo pulito, foto stock e recensioni identiche su canali diversi. Un IBAN estero. Una Partita IVA che non compare nel Registro imprese. O peggio: una partita IVA vera, di un’azienda ignara, messa lì per rendere tutto credibile. Il copione è sempre più rifinito.
Come funziona davvero la trappola
La “ditta” sollecita un anticipo “rimborsabile” per la prenotazione: 100, 200, 600 euro. Il pagamento avviene via link, ricarica o wallet. Nessun preventivo firmato. Nessun contratto. Nessun sopralluogo. Dopo il versamento, il consulente sparisce o ti trascina in settimane di mail vaghe. Intanto hanno incassato. In alcuni casi inviano documenti non validi, pieni di clausole sbilanciate. Oppure promettono lo “sconto in fattura” anche quando la normativa lo limita o lo esclude per molte casistiche: promessa facile, realtà complessa.
Il contesto non aiuta
Negli ultimi anni le autorità hanno scovato miliardi di euro di crediti fittizi legati ai bonus edilizi. Numeri enormi, indagini reali. Il resto lo fanno le regole che cambiano spesso, la fretta di cogliere l’incentivo, la pressione psicologica di un conto alla rovescia inesistente.
Come difendersi, con calma e metodo
Verifica l’azienda. Controlla la Partita IVA sul Registro imprese e su banche dati fiscali. Pretendi PEC, sede reale, nominativi dei referenti. Chiedi una visura camerale recente e le abilitazioni per impianti (DM 37/08 per chi installa caldaie). Se lavorano con un marchio, chiama il produttore e chiedi se sono partner ufficiali.
Mai anticipi via link. Nessun anticipo online senza sopralluogo e documenti firmati. Pagamenti solo tracciati e coerenti con la normativa: il cosiddetto bonifico parlante con causale, codice fiscale del beneficiario e dati dell’azienda. Niente ricariche, niente carte prepagate, niente IBAN esteri.
Carta canta. Servono preventivo dettagliato, tempi, materiali, garanzie, penali, referente tecnico. Se ti dicono “prima paghi, poi il tecnico”, chiudi la chiamata.
Diffida delle scorciatoie. Lo “sconto in fattura garantito” per qualunque intervento nel 2026 non è una promessa affidabile. Le regole variano. Verifica sempre: una ditta seria ti spiega limiti, aliquote, passaggi burocratici e non ti spinge a “decidere oggi”.
Fai un test semplice. Proponi una videochiamata con il tecnico. Chiedi certificazioni, polizza RC, esempi di lavori in zona visitabili. Chi ha sostanza, mostra prove.
In caso di dubbio, segnala. Blocca il pagamento, avvisa la banca, conserva screenshot, denuncia alla Polizia Postale. Meglio muoversi subito: i tempi contano.
Un aneddoto vero
Un lettore ha fermato un bonifico da 480 euro dopo una ricerca di dieci minuti. Il sito era nato due settimane prima, stesso testo copiato su tre pagine diverse, indirizzo in un coworking. Una telefonata al produttore ha chiuso il cerchio: nessun partner registrato con quel nome. Salvo per un soffio.



