Amicizie sospette su Facebook: l’identikit del profilo ‘esca’ che dovresti bloccare subito

Accettare una nuova amicizia su Facebook è un gesto che facciamo quasi in automatico. Un volto rassicurante, qualche informazione in comune, un messaggio gentile: basta poco per abbassare le difese.

Proprio su questo automatismo che fanno leva i truffatori, creando profili studiati nei minimi dettagli per sembrare credibili e innocui. In realtà, dietro molte richieste di amicizia apparentemente perfette si nascondono vere e proprie “esche”, progettate per agganciare la vittima e portarla, passo dopo passo, dentro una truffa.

L’estetica dell’inganno

Il primo elemento che colpisce è quasi sempre l’aspetto del profilo. I truffatori scelgono con cura immagini di persone molto attraenti, spesso uomini o donne dall’aria rassicurante, sorridenti, curate. Non è una scelta casuale: la bellezza genera fiducia, ammirazione e, in alcuni casi, soggezione. È una scorciatoia mentale che porta a pensare “non può essere una persona pericolosa”.

Molto comuni sono anche le foto in divisa. Militari, medici, ingegneri che lavorano all’estero, operatori umanitari. La divisa comunica autorevolezza, sacrificio, affidabilità. In altri casi, il profilo mostra una vita apparentemente agiata, con immagini in hotel di lusso, auto costose o località esotiche. Il messaggio implicito è sempre lo stesso: “sono una persona di valore, puoi fidarti”.

I segnali d’allarme da non ignorare

Poche foto e tutte uguali

Uno dei primi dettagli sospetti è la quantità di contenuti. I profili esca hanno spesso solo due o tre foto, caricate tutte nello stesso giorno o a distanza di poche ore. Non c’è una storia, non c’è evoluzione nel tempo, solo immagini “vetrina”.

Amici in comune che non conosci

Questi profili possono avere anche centinaia di amici, ma se scorri la lista ti accorgi che non conosci davvero nessuno. Spesso si tratta di altri profili simili, con foto patinate e bacheche vuote. È una rete fittizia che serve solo a dare un’illusione di normalità.

Informazioni vaghe e bacheca silenziosa

Lavori importanti, descrizioni generiche e pochissimi post personali sono un altro campanello d’allarme. Un profilo reale racconta qualcosa di sé nel tempo: opinioni, ricordi, interazioni. Un profilo esca, invece, è statico e impersonale.

La tecnica del social engineering

Il contatto non inizia mai in modo aggressivo. Anzi, è quasi sempre gentile e studiato. Può essere un complimento innocuo, una frase apparentemente casuale come “mi sembri una persona che conoscevo”, oppure una richiesta di aiuto banale. L’obiettivo è aprire una conversazione, non truffare subito.

Una volta stabilito un minimo di rapporto, arriva il vero passo strategico: spostare la chat fuori da Facebook, su WhatsApp o Telegram. Il motivo è semplice. Su queste piattaforme i controlli sono minori e il truffatore può lavorare con più calma, costruendo una relazione affettiva o preparando una richiesta di denaro.

Come difendersi in tre mosse

Verificare le immagini

Una ricerca per immagini con Google resta uno strumento utile. Basta caricare la foto del profilo per scoprire se appartiene a una modella, a un attore o a una persona ignara dall’altra parte del mondo. Non è una garanzia assoluta, ma è un primo filtro efficace.

Osservare commenti e interazioni

Guarda chi commenta le foto e come. Spesso i profili esca ricevono solo messaggi generici o commenti da altri account sospetti, senza vere conversazioni.

Proteggere la privacy

Tenere privata la lista amici e limitare le informazioni visibili riduce drasticamente le possibilità di essere presi di mira. Meno dati pubblici ci sono, meno appigli ha chi vuole manipolare.

Il consiglio “security” del 2026

Negli ultimi anni i truffatori hanno iniziato a usare anche l’Intelligenza Artificiale per creare volti realistici che non appartengono a persone reali. I cosiddetti deepfake rendono la ricerca per immagini meno efficace. Per questo la regola più sicura resta una: se non avete amici reali in comune e la persona non vive vicino a voi, nel dubbio rifiutate o bloccate. Nessuna conoscenza online vale il rischio.

Cosa dire in tre righe: sunto per il lettore

Dietro un profilo Facebook impeccabile, con foto patinate e vite da sogno, si nascondono spesso truffatori esperti nel manipolare le emozioni. Queste “esche” puntano a conquistare la fiducia degli utenti per poi sottrarre dati sensibili o denaro. Imparare a riconoscere segnali come poche foto, informazioni vaghe e richieste di spostare la chat è il primo passo per navigare più sicuri sui social.

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