Se ricevi una donazione da un genitore sei obbligato ad occuparti di lui: se non lo fai perdi tutto

Una donazione da un genitore richiede anche che chi la riceve se ne occupi: chi non lo fa, rischia di perdere tutto immediatamente.

Ricevere una casa, una somma di denaro o un altro bene dai propri genitori viene spesso vissuto come un gesto d’amore puro, senza condizioni. Un aiuto per iniziare, una sicurezza per il futuro, un sostegno concreto nei momenti importanti della vita. Ma ciò che molti ignorano è che non sempre questi atti sono privi di conseguenze giuridiche.

persone che si passano scatola con scritta donazione
Se ricevi una donazione da un genitore sei obbligato ad occuparti di lui: se non lo fai perdi tutto Generaonlus.it

Dietro quello che appare come un semplice trasferimento di beni può nascondersi un obbligo preciso, previsto dalla legge italiana, che scatta in circostanze ben definite. E può avere effetti molto seri. Non si tratta di clausole segrete o cavilli nascosti: è tutto scritto nel Codice Civile. Il punto è che quasi nessuno ci pensa… finché non si presenta il problema.

Quando il beneficiario diventa il primo responsabile: ecco cosa accade se si riceve una donazione da un genitore

Immaginiamo questa situazione: un genitore, anni prima, dona un immobile o una somma importante a uno solo dei figli. Passa il tempo, le condizioni economiche cambiano e quel genitore si ritrova in stato di bisogno. Chi deve intervenire? Secondo l’art. 437 del Codice Civile, chi ha ricevuto una donazione è tenuto a garantire gli alimenti al donante, qualora quest’ultimo non sia più in grado di mantenersi autonomamente.

persone che si passano un mazzo di chiavi
Quando il beneficiario diventa il primo responsabile: ecco cosa accade se si riceve una donazione da un genitore Generaonlus.it

Ed ecco l’aspetto più sorprendente: il figlio che ha ricevuto il bene viene chiamato prima degli altri familiari, anche se ci sono fratelli o altri parenti stretti. La donazione crea una sorta di priorità assoluta nell’obbligo di assistenza economica. Questo significa che, se un solo figlio ha ricevuto un immobile, sarà lui il primo a dover sostenere il genitore in difficoltà, liberando gli altri dall’obbligo.

Come si calcola l’importo (e cosa conta davvero)

L’ammontare degli alimenti non è automatico né proporzionale al valore del bene ricevuto. L’art. 438 del Codice Civile stabilisce che la cifra viene determinata valutando:

  • il reale stato di bisogno del genitore
  • le condizioni economiche attuali del figlio donatario

Un figlio che ha ricevuto una casa di grande valore ma dispone oggi di redditi modesti potrebbe essere tenuto a versare un importo contenuto. Al contrario, chi ha ricevuto una donazione più piccola ma possiede elevate disponibilità economiche dovrà contribuire in misura maggiore.

Un altro punto cruciale: non importa come il genitore sia arrivato allo stato di bisogno. Anche scelte sbagliate, investimenti falliti o cattiva gestione del patrimonio non eliminano l’obbligo. Il vincolo nasce dalla donazione e rimane finché sussistono bisogno e capacità contributiva.

In cosa consiste davvero questo obbligo

Molti pensano che significhi dover accudire personalmente il genitore o convivere con lui. In realtà, l’obbligo si traduce principalmente in un sostegno economico periodico — generalmente un assegno mensile. La legge, però, offre un’alternativa: l’art. 443 del Codice Civile consente al figlio obbligato di scegliere se versare una somma di denaro oppure ospitare e mantenere il genitore nella propria abitazione. La decisione spetta esclusivamente a chi deve adempiere all’obbligo.

coppia di anziani abbracciati che hanno firmato un documento
In cosa consiste davvero questo obbligo Generaonlus.it

Cosa succede se si ignora il genitore in difficoltà? Qui arriva la parte più delicata. Se il figlio che ha ricevuto la donazione si sottrae all’obbligo di assistenza, il genitore può chiedere la revoca della donazione per ingratitudine, ai sensi dell’art. 801 del Codice Civile. Le conseguenze possono essere pesanti:

  • restituzione del bene donato
  • ripristino della situazione patrimoniale precedente

E non è tutto. Anche in caso di revoca, il figlio non si libera automaticamente dall’obbligo di versare gli alimenti, perché rimane comunque vincolato dal rapporto di parentela previsto dall’art. 433 del Codice Civile. In pratica, potrebbe perdere il bene ricevuto e continuare a dover contribuire economicamente. Una doppia conseguenza che pochi mettono in conto. Tuttavia, non tutte le donazioni generano questo obbligo. Sono escluse:

  • le donazioni obnuziali (legate al matrimonio)
  • le donazioni rimuneratorie, fatte per riconoscenza o meriti particolari

Ad esempio, un regalo consistente per la laurea di un figlio rientra generalmente tra le donazioni rimuneratorie e non fa nascere l’obbligo alimentare.

Il dettaglio che può cambiare tutto

Ricevere una donazione non significa solo acquisire un bene: può comportare responsabilità future precise. Prima di accettare — o di fare — una donazione importante, è fondamentale conoscere le implicazioni legali. Perché ciò che oggi sembra un semplice atto di generosità, domani potrebbe trasformarsi in un impegno giuridico vincolante.

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