Le cure termali rappresentano da molti anni una risorsa importante per chi soffre di disturbi cronici articolari, respiratori o dermatologici. Non tutti sanno, però, che il Servizio Sanitario Nazionale riconosce un ciclo di cure termali all’anno, accessibile tramite la cosiddetta “mutua”, a condizione che vi sia una reale indicazione terapeutica. Capire come funziona questo diritto è fondamentale per evitare errori, false aspettative o rinunce inutili.
Quando si parla di cure termali con la mutua, infatti, non si fa riferimento a trattamenti di benessere o a soggiorni rilassanti, ma a terapie mediche vere e proprie, inserite nei Livelli Essenziali di Assistenza.
Cosa significa davvero “cure termali gratuite”
Il primo aspetto da chiarire riguarda il concetto di gratuità. Il Servizio Sanitario Nazionale copre il ciclo terapeutico, cioè le prestazioni sanitarie vere e proprie come fanghi, bagni termali o inalazioni. Restano invece esclusi il viaggio, il soggiorno e, se dovuto, il pagamento del ticket sanitario.
Questo punto è essenziale per evitare fraintendimenti. Le cure sono riconosciute come trattamento medico, non come vacanza, e per questo la copertura riguarda esclusivamente l’aspetto sanitario.
Chi può accedere alle cure termali con il SSN
Le cure termali non hanno una funzione preventiva, ma curativa o riabilitativa. Per questo motivo, possono essere prescritte solo in presenza di determinate patologie. Tra le più comuni rientrano artrosi, reumatismi, dolori muscolo-articolari cronici, sinusiti persistenti, bronchiti croniche, rinopatie, otiti catarrali e alcune dermatiti.
Non esistono limiti di età: possono accedervi adulti, anziani e anche minori, purché vi sia una diagnosi che giustifichi il trattamento. Il diritto è personale e annuale: ogni cittadino può usufruire di un solo ciclo di cure termali all’anno a carico del Servizio Sanitario.
Il ruolo centrale del medico di base
Il passaggio fondamentale per accedere alle cure termali è la prescrizione del medico di medicina generale. Non è possibile rivolgersi direttamente allo stabilimento termale senza impegnativa, perché le terme non possono autonomamente attivare il trattamento a carico del SSN.
Il medico, valutata la situazione clinica del paziente, compila l’impegnativa indicando la diagnosi e il tipo di cura termale più adatto. Può essere specificato anche lo stabilimento termale, oppure lasciata la scelta al paziente tra quelli convenzionati. È importante sapere che la ricetta ha una validità limitata, quindi è necessario prenotare le cure entro i tempi indicati.
Un solo ciclo di cure all’anno: cosa include
Il ciclo di cure termali riconosciuto dalla mutua comprende 12 sedute, generalmente consecutive o distribuite in un arco di tempo definito. Non è possibile frazionare il ciclo né cumulare più trattamenti nello stesso anno.
Questo significa che, se si opta per la fangoterapia, non si possono effettuare anche inalazioni sempre a carico del SSN nello stesso anno. La scelta va quindi fatta in modo consapevole, valutando con il medico quale trattamento sia più utile in base alla patologia prevalente.
Ticket ed esenzioni: quando si paga
Oltre alla prescrizione, un altro elemento da considerare è il ticket. In assenza di esenzioni, il costo standard del ticket per le cure termali è di circa 55 euro per l’intero ciclo. Tuttavia, molte persone non sono tenute a pagarlo.
Sono spesso esenti dal ticket gli over 65 con reddito basso, gli invalidi civili, i titolari di esenzione per patologia e, in alcuni casi, i pensionati al minimo. Le condizioni possono variare leggermente da Regione a Regione, per cui è sempre consigliabile verificare la propria posizione prima di iniziare il ciclo.
Inalazioni o fanghi: quando sono indicati
Le inalazioni, aerosol e insufflazioni sono in genere prescritte per patologie dell’apparato respiratorio e otorinolaringoiatrico, come sinusite cronica, rinite persistente, bronchite cronica o otite catarrale. I fanghi e i bagni termali, invece, sono più indicati per disturbi articolari, dolori reumatici, rigidità muscolare e artrosi.
Conoscere questa distinzione aiuta il paziente a dialogare meglio con il medico e a comprendere se le cure termali possano rappresentare un reale beneficio nel proprio caso.
Cosa non è coperto dalla mutua
Per evitare equivoci, è importante ricordare che non rientrano nella copertura del SSN i trattamenti estetici, i massaggi rilassanti, i percorsi spa, il centro benessere e qualsiasi servizio non strettamente terapeutico. Anche l’alloggio in hotel o pensione resta interamente a carico del cittadino.
Le cure termali riconosciute dalla mutua hanno una finalità sanitaria ben precisa e non possono essere confuse con un soggiorno di piacere.
Errori comuni da evitare
Molti cittadini perdono l’opportunità di accedere alle cure termali perché si rivolgono direttamente alle terme senza ricetta, perché pensano di poter fare più cicli nello stesso anno o perché non verificano in anticipo il ticket e le eventuali esenzioni. Un altro errore frequente è confondere le cure riconosciute dal SSN con trattamenti di benessere, che non sono mai coperti dalla mutua.
Una risorsa da conoscere e usare con consapevolezza
Le cure termali non sono un privilegio, ma un diritto sanitario previsto per chi ne ha reale necessità. Se soffri di disturbi cronici che possono trarre beneficio da fanghi o inalazioni, parlarne con il medico di base è il primo passo. Usate correttamente, le cure termali possono migliorare la qualità della vita e ridurre l’uso di farmaci, soprattutto nel lungo periodo.



