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Arretrati pensione in arrivo? Attenzione alle email che chiedono le tue coordinate bancarie.

Lo smartphone vibra, l’oggetto è promettente: “Arretrati pensione in pagamento”. Quel click sembra innocuo, quasi doveroso. Eppure, è proprio tra l’attesa e la fretta che si annida la trappola: messaggi lucidi, loghi perfetti, toni urgenti. La pazienza vale più di qualsiasi link.

Mi ha scritto un lettore: “Mi chiedono di confermare l’IBAN per gli arretrati della pensione. Sembra l’INPS… che faccio?”. La tentazione di rispondere è forte. L’email pare corretta, il mittente usa parole formali, il bottone lampeggia: “Aggiorna subito”. Lo schema è sempre lo stesso. Puntano sulle emozioni. Sulla fretta. Sulla speranza di ricevere somme attese.

Come riconoscere il phishing sugli arretrati

Gli indizi, però, tradiscono l’inganno. Il mittente ha un dominio strano (“@inps-italia.info” o “@servizi-pensione.net”). Il testo contiene piccoli errori. Il tono è perentorio: “Entro 24 ore, altrimenti perdi il diritto”. Il link rimanda a un sito con grafica quasi identica, ma l’indirizzo web non è “inps.it”. Gli allegati sono inutili o pericolosi (.zip, .exe, .pdf con macro). A volte chiedono perfino il codice OTP della banca. È phishing, una truffa costruita per svuotare i conti, non per accreditarvi nulla.

Ecco il punto chiave, senza giri di parole: nessun ente pubblico, tantomeno l’INPS o le banche, chiede le tue coordinate bancarie via email o SMS. Mai. Le procedure per gli arretrati sono automatiche. I pagamenti arrivano sui canali già registrati: il tuo IBAN valido, il libretto o la modalità indicata a sistema. Se l’INPS deve parlare con te, usa la cassetta postale online nell’area MyINPS (accesso con SPID o CIE) o invia una comunicazione cartacea. Non esistono “scadenze lampo” gestite via link.

Dato verificabile, utile oggi e domani: il Contact Center INPS risponde ai numeri 803 164 (rete fissa) e 06 164 164 (mobile). E le segnalazioni di frode vanno al portale del Commissariato di P.S. Online della Polizia Postale (commissariatodips.it). Negli ultimi anni le denunce per email sospette e “siti clone” sono in crescita costante: prudenza non è diffidenza, è autodifesa.

Cosa fare se ti arriva un messaggio sospetto

Non cliccare sui link e non aprire allegati. Non rispondere e non fornire coordinate bancarie o dati personali. Verifica direttamente su inps.it, area MyINPS, se esiste una comunicazione. Contatta il Contact Center INPS o un patronato per un controllo rapido. Segnala l’email alla Polizia Postale tramite commissariatodips.it. Se hai cliccato, cambia subito le password, avvisa la banca e attiva i blocchi.

Esempi pratici di verifica: passa il mouse sul bottone e leggi l’indirizzo completo. Deve finire con “inps.it”, non con “-inps.it.servizi.co”. Controlla il mittente: gli indirizzi generici o con errori vanno cestinati. Ricorda che anche i siti falsi possono avere il lucchetto https: conta il dominio, non l’icona.

Se restano dubbi, scegli la strada più semplice: recati in un ufficio postale, in banca o in un patronato. Parla con una persona. Una conferma lenta vale più di un click veloce. La promessa di un accredito immediato è spesso l’esca. La vera sicurezza nasce da piccole abitudini: verificare, aspettare, chiedere. La prossima notifica, la aprirai o la lascerai passare? La risposta, in fondo, è già nel tempo che decidi di prenderti.

Published by
Delania Margiovanni