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Benessere

Xerosi senile: perché la tua pelle è diventata secca e i segreti per rigenerarla

La senti tirare dopo la doccia, pizzica di notte, si sfalda sotto i collant: la pelle che conoscevi non c’è più. La buona notizia? Si può rieducare, con gesti semplici e costanti, fin da oggi.

Soprattutto su gambe e braccia. Il prurito arriva a fine giornata. I segni bianchi dopo una carezza restano lì. Non è solo inverno: è la xerosi senile, molto comune con l’età.

Cosa cambia davvero? L’acqua “scappa” più facilmente. Le ghiandole sebacee rallentano. La superficie perde ceramidi e fattori naturali di idratazione. Anche il mantello acido si assottiglia. Risultato: la pelle non trattiene più l’umidità e reagisce con screpolature e prurito. Le creme corpose danno sollievo, ma durano poco. Qui sta il punto centrale, che spesso arriva tardi: non basta aggiungere acqua. Serve riparare i “mattoni” che la tengono dentro.

Il cuore della strategia è la barriera lipidica. Quando la ricostruisci, l’idratazione dura. Quando la trascuri, evapora. Ecco i gesti che cambiano la giornata.

Idratazione “per affinità”. Dopo la doccia, tampona, non strofinare. Entro tre minuti applica oli naturali su pelle ancora umida: Olio di Mandorle dolci o Olio di Argan sono classici affidabili. Due o tre pompette, massaggio lento verso l’alto. L’olio sigilla l’acqua già presente e rifornisce lipidi affini alla pelle.

Un bagno che calma. Il bagno all’amido di riso funziona quando il prurito “morde”. Una tazza in vasca tiepida, 10 minuti. Asciuga con un telo morbido e applica di nuovo l’olio. È una coccola, ma anche un modo per ridurre attrito e micro-fessure.

Cosa evitare, cosa scegliere

La detersione incide più della crema. Preferisci detergenti non schiumogeni e cremosi, con pH cutaneo intorno a 5–5,5. La chiamano detergenza per affinità: prodotti oleosi o latte detergente che sciolgono lo sporco senza portarsi via i lipidi buoni. Docce brevi, acqua tiepida. Evita spazzole rigide e spugne abrasive. Lana a contatto? Meglio cotone o seta.

L’ambiente conta. Radiatori e aria secca accelerano l’evaporazione. Prova a umidificare l’ambiente: mantieni l’umidità tra 40 e 60%. Un umidificatore con igrometro aiuta; in alternativa, una bacinella d’acqua vicino al termosifone è un inizio.

Cosa metti nel piatto

La pelle riflette anche quello che bevi e mangi. Bevi regolarmente durante il giorno. Inserisci grassi “buoni”: olio extravergine, frutta secca, semi, pesce azzurro. Non servono eccessi: serve costanza. Se assumi farmaci o hai condizioni mediche, concorda le scelte alimentari con il tuo medico.

Segnali da non ignorare. Se il prurito è molto intenso, ti sveglia di notte o non passa con la idratazione, parlane con il medico. A volte indica che reni o fegato meritano un controllo, oppure è una reazione a un farmaco.

Piccole accortezze che sommano. Unghie corte per non graffiare. Abiti morbidi. Un balsamo mani in tasca. Una crema con ceramidi, glicerina o urea a basse percentuali può dare un boost nei periodi più secchi. Se hai allergie note, prova gli oli su una piccola area.

Non serve trasformare il bagno in un laboratorio. Serve ascolto. La pelle secca ti parla a bassa voce: premia la regolarità, non gli “eroismi” da weekend. La prossima volta che spegni la luce, chiediti: oggi ho messo la pelle nelle condizioni di trattenere ciò che le serve? In quella risposta, spesso, la pelle ricomincia a respirare.

Published by
Delania Margiovanni